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Visita al museo winterline - 11 marzo 2024

Pubblicato in data 21 mar 2024
Ultima Revisione in data 21 mar 2024

Visita al Museo Winterline.

Lunedì 11 marzo la mia classe ha visitato  il museo della Winterline. Il nome scelto ha un grande significato: Winterline è alla lettera la linea invernale, ovvero una linea difensiva creata dai tedeschi nel 1943. La nostra Venafro, prima dello scoppio della guerra, era sviluppata prevalentemente ad ovest; con l’armistizio reso pubblico l’8 settembre 1943, dopo una lunga guerra condotta al fianco dei tedeschi l'Italia si divise avviando una vera e propria guerra civile: alcuni rimasero fedeli ai  Tedeschi, altri si schierarono contro.  Alla fine di ottobre del 1943 iniziò la collaborazione con gli americani dopo lo sbarco nel sud Italia. Arrivati nell’area venafrana, scoprirono che i muli erano addestrati e usati per trasportare per lunghi tragitti dei carichi pesanti: così iniziò la collaborazione dei soldati italiani con gli alleati. Nel museo ci sono numerose fotografie dell’epoca tra cui alcune scattate sui sentieri montani di Venafro da cui si evince la fiducia reciproca tra le forze in campo: soldati italiani ed americani insieme senza fucile, in totale confidenza. Questa guerra si combatteva sulle montagne, in luoghi un po' scomodi, pieni di pietre dove non ci si poteva nascondere o muoversi con le macchine. I tedeschi incredibilmente trovarono un modo per muoversi con le biciclette: un modo banale, ma per quei luoghi molto efficace. In pianura, invece, c' erano gli accampamenti, che però erano difficili da creare. Una delle difficoltà era lavorare sul Volturno che a differenza di adesso aveva una vasta superficie. La prima battaglia  al fianco degli alleati è stata la battaglia di Montelungo vicino Cassino: in quel periodo in Italia iniziò la guerra civile. Molte battaglie sono state combattute anche sulle Mainarde tra Francesi e Tedeschi: era un campo difficile dove faceva molto freddo ma i Tedeschi erano molto ben attrezzati. Un’ altra importante testimonianza della durezza degli scontri tra le forze in campo  è stata la battaglia di San Pietro, durante la quale un giovane John Huston, che poi sarebbe diventato il grande regista noto a tutti, fece riprese della battaglia. In questa fase del conflitto si iniziarono ad usare le mine, per scovare le quali fu introdotto l’uso del metal detector. Allora iniziarono a creare le mine in diversi materiali come legno, plastica, vetro... Queste mine non dovevano uccidere sul colpo, ma soltanto ferire, per rallentare l' avanzata nemica. In questi eserciti si erano arruolate anche le donne, che, invece di combattere, pensavano a cucinare o a medicare. I cibi usati erano birra, pancetta, pasta, riso, vino, pesce, spaghetti con polpette... Ci furono molte innovazioni come le forze speciali, di cui facevano parte soldati provenienti da paesi come Canada, Irlanda... Si chiamava FIRST SPECIAL SERVICE FORCE (FSSF). Nacquero anche i kit medici forniti di bende, antibiotici, disinfettanti... Tutti o la maggior parte dei soldati avevano 20 anni, se non meno: a questi ragazzi si toglieva la possibilità di lavorare, studiare, fare una vita normale, come gli altri. Verso la fine della guerra si poteva notare un rispetto reciproco. Si può vedere come le donne ospitassero nelle loro case giovani soldati a cui offrivano aiuto. Tutto questo pensando che qualcuno, probabilmente, stesse facendo la stessa cosa con il proprio figlio. Durante la guerra si diffuse anche il principio di curare  l'igiene personale,  molto importante per evitare epidemie. I soldati nei momenti di pausa dai combattimenti per passare il tempo e non cadere in depressione leggevano i fumetti oppure fumavano le sigarette. Molte volte si giocava a tombola oppure con giochi da fare collettivamente. Nacque così il BRIEFING, un momento di discussione e svago e un momento per pensare a quale fosse il prossimo passo. Ogni soldato si portava dei porta fortuna come si vede bene nel museo. Negli anni immediatamente successivi alla guerra si sviluppò una  truffa legata alla presenza di soldati stranieri sul territorio italiano. La nostra guida, Luciano, ci ha raccontato in cosa consisteva. Generalmente si presentava una persona che dichiarava di avere combattuto nella zona e affermava di avere sotterrato una cassa contenente oro in prossimità di case di campagna. Ovviamente il truffatore aveva avuto cura nei giorni precedenti, di predisporre il piano con tutte le accortezze del caso e una volta dissotterrato il tesoro, millantando le difficoltà di trasportarlo fuori dall’Italia  proponeva al malcapitato di acquistarlo ad un prezzo molto inferiore al suo reale  valore. In realtà l’oro era spesso ottone dipinto, che si rivelava nella sua vera natura solo dopo la conclusione dell’affare. Tutto questo è accaduto anche nelle zone limitrofe a Venafro e nel museo è possibile vedere i lingotti frutto del raggiro. La nostra classe è rimasta impressionata da questo museo facendo nuove conoscenze sulla seconda guerra mondiale nel nostro territorio. Vi invito a visitarlo.

                                                               Giuseppe Letizia

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